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STORIA DELLA MAKINA
DALLE ORIGINI FINO AL 1998
(tradotto da http://www.galeon.com/industrialextreme/) vista
da Dj Dhemp Gti16v – industrial extreme ( Madrid ) Correva
l’estate del 1987, in moltissime regioni di Spagna ma anche nel resto
d’Europa era in pieno auge un grande ramo di un sound molto
commerciale, come era il pop.Questo sottostile a quell'epoca era
conosciuto come Pop Gotico, nello stesso modo in cui è conosciuto oggi
tra coloro che sono stati coinvolti da questo fenomeno anni dopo.Nomi
come Radio Heart, Invisible Limits, Peter Murphy.. hanno fatto parlare
molto di sè a quel tempo, e questo anche con l'aiuto di spagnoli
come Toni Peret e Josè Maria Castells, che fecero in modo che questo
stile acquisisse più rilevanza in Spagna, con delle caratteristiche che
furono il punto di partenza di tutto ciò di cui parliamo al momento. Si iniziarono a vendere migliaia e migliaia di compilation, sullo stile Megamix, come la fortunata saga Max Mix(compilation spagnole) producendo tutta una rivoluzione musicale e anche nelle discoteche, sulla scia del gran successo di queste compilation. Questo accade con l’aiuto del nuovo stile realizzato con le nuove tecnologie di quel momento, e padre, forse nonno, di tutti gli stili elettronici che dominano attualmente, parlo ovviamente del suono Industrial, che coniugava questo nuovo e contundente suono Techno ( da “tecnologico” ) con le varie chitarre, e voci. Correvano
gli anni 1989 e 1990, esponenti di questa moda che fu mitizzata in
seguito e che poca gente al di fuori del mostro intorno conosceva
davvero, e fu demonizzata dai mezzi di comunicazione di massa, e che
diede molta fama e denaro a molti.. ma non anticipiamo gli eventi. Nel
1991, periodo di massimo delirio e sfrontato, a colpi di suoni elaborati
con “macchine” molto martellanti e ripetitivi ( ma lenti se
confrontati con il panorama contemporaneo, visto che si parla di cifre
che oscillano tra i 110 e i 130 bpm ) arriviamo al momento in cui
compare un certo signore con una canzone che ruppe gli argini in tutto
il mond, non solo in Spagna ( sono mitiche le sue performance persino in
Giappone, davanti a mezzo milione di persone ), anche se fu in Spagna
dove ebbe un successo continuo. Mi riferisco ovviamente a Sua Maestà
Chimo Bayo, che davanti alla consolle de El Templo, famosa discoteca di
Valencia all’avanguardia e festaiola, creò un inno chiamato “Asì
Me Gusta a Mì” che fu la prima canzone da considerare come Màkina,
che coniuga il suono Industrial, quel Techno-Pop, con un tocco più
commerciale e festaiolo, più spagnolo, per intenderci. Da
qui, da questa estate, iniziò una rivoluzione totale. La Ruta, meglio
se parliamo delle “Dos Rutas”, una in Madrid e l’altra a Valencia,
che non era Madrid-Valencia, come si ha detto dopo, ed è un errore
questo, anche se non toglie che migliaia di madrileños andassero a
Valencia e migliaia di valencianos andassero a Mafrid. Tutto si massificò.
Erano migliaia di giovani che cercavano questa sensazione tanto speciale
che solo si raggiunge in questo modo, che è tanto difficile da
spiegare. Oltretutto, era un modo di sconnettersi dal lavoro e dallo
studio senza dover spendere somme enormi di denaro. Visto
che non ci possiamo dimenticare che questa gente, normalmente, veniva
dalle classi medie e medio-basse, dai quartieri operai, a da questo
troviamo anche la risposta al perchè questo suono funzionò in grandi
città, come dopo a Barcellona, e soprattutto, chiaramente, in periferia
o in grandi città dormitorio Era
un’epoca di libertà, forse libertina per alcuni. Le discoteche
chiudevano a ore impensabili per i nostri tempi. Da questo momento
iniziano i primi progetti di tuning alle automobili, ovviamente ridicoli
confrontati con quelli attuali. Fu anche il punto di inizio per questa
definizione controversa, quale è la “musica bakalao”, molto
ripetitivo e con molta somiglianza tra le varie canzoni, oltre che usare
tutte, e senza nessuna eccezione, la stessa struttura a blocchi di 4X4,
raggruppati di 4 in 4. E’
il momento culmine dei megamix, le vendite si contano a centinaia di
migliaia ( cosa che non si è più ripetuta ) e le discografiche
ottengono guadagni enormi, così tanto da far sì che molti appassionati
di musica e imprenditori europei scommettano per questo stile fuori
dalle frontiere della Spagna, dove nascono una gran varietà di stili,
tra i quali ne cito uno, data la grande eco che ebbe più in seguito.
Nella città di Rotterdam, in Olanda, da un piccolo studio, iniziano a
uscire produzioni che somigliano alla mákina, ma con una certa aria
continentale. Era apparso il primo sotto-stile, visto che così lo
possiamo qualificare, l’Hardcore ( questo è il punto di vista
spagnolo, io non conosco la storia dell’Hardcore e non posso dire se
corrisponde o meno, ma credo che come per ogni stile non vi sia una sola
versione di come è nato...) Poco
a poco si distaccò, nonostante il fatto che in molti momenti lungo la
loro evoluzione, i due stili procedano insieme, facendo da complemento
l’uno all’altro. Continuiamo,
Spagna 1992. Centinaia di discoteche di “bakaladeros” popolano la
geografia nazionale, con praticamente la stessa musica in tutti i posti
precedentemente citati. Il fenomeno diventa sempre più commerciale,
escono produzioni che daranno origine al “dance”, normalmente
cantate da voci femminili. Si iniziano a remixare grandi successi degli
anni ’70 e ’80, cosa che si continuò a fare durante tutti gli anni
‘90 E’
il tempo in cui iniziano il loro percorso ormai consolidato alcune
discoteche che continuano ad essere il punto di riferimento a livello
nazionale, come Radical a Madrid e Central Rock ad Alicante. E’ anche
la epoca dei grandi afterhours, e già inizia a comparire sulla scena la
Cataluña, salendo finalmente sul carro della Makina, o del Bakalao,
come si diceva a quel tempo. Rappresentanti
di questo, sono dischi come il 8 o il N.O.D. e compaiono i primi dj
riconosciuti a livello nazionale, come Nando Dixcontrol, Tony Verdi, José
Conca, Kike Jaén, Ice Fran, Manolo “el Pirata”, Arturo Roger, Abel,
Ricky, Justo... per citarne vari appartenenti ai tra punti geografici
principali, cioè Comunidad Valenciana, Comunidad de Madrid e Cataluña.
Nelle discoteche la figura del dj diventa un ruolo fondamentale, e
smette di essere un mixadischi o un animatore nel migliore dei casi, per
iniziare a trasformarsi in un musicista, un artista, che crea musica e
nuovi suoni dal vivo, partendo dalla musica già presente ed elaborata
precedentemente. L’evoluzione
tecnologica e l’immaginazione, entrambe fondamentali e geniali se si
riescono a fondere in modo complementare, fanno sì che si creino decine
di nuovi suoni. Appaiono nuovi stili che fondono quelli già esistenti
con altri più antichi, o tra loro stessi. Stili che daranno l’inizio,
e a volte anche il nome, a tutto quello che ascoltiamo ai giorni nostri.
E all’interno del suono Mákina non si smette di evolvere, si seguono
moltissime tendenze, in gran parte grazie alla grandissima creatività
dei compositori di quel tempo. Anche il fatto che moltissime produzioni
fossero straniere contribuì moltissimo, dato che più della metà dei
dischi Mákina che uscivano sul mercato, suonavano alla consolle delle
discoteche e venivano inclusi nei megamix erano di importazione,
provenienti da tutta Europa, principalmente dalla Germania e
dall’Italia. Epoca
di canzoni sporattutto cantate. Quelle cantate da voci femminili, che
diedero origine a quelle che funzionano così bene attualmente, come
Dance-Progressive, la maggior parte delle quali riprendevano canzoni di
una o anche due generazioni precedenti. QUesto fece sì che gran parte
della popolazione, compresa la gioventù del momento, criticasse questo
stile, e fu il motivo per cui da molte parti si iniziò una nuova
rivoluzione, un cambio radicale, principalmente dovuto a ciò che accadrà
poco dopo, ma paradossalmente non fu questo fattore quello veramente
determinante. Nella
parte che concerne le canzoni cantate con voci maschili, ci troviamo di
fronte a due stili chiaramente diversi. C’erano quelle che seguivano
la stessa corrente di quelle con voci femminili, e quelle che cercavano
di mantenersi fedeli alle origini, festaiole e amanti del divertimento e
dello scherzo ( in spagnolo rende meglio l’idea – “cachondeo” )
in castigliano la gran parte, e incitavano ai cori, e trattavano
argomenti non distanti dalla vita reale, principalmente la relazione
festa-droghe, o facevano la parodia di argomenti di conversazione, di
attualità, e personaggi del momento. E le copertine dei CD e dei
megamix erano una satira, realizzate con grandissima fantasia, nella
maggior parte dei casi sfottendo i politici. Arriva
l’anno 1994, e mentre in alcune case discografiche si continua a
scommettere sullo stesso genere degli anni 92 e 93, altre iniziano a
importare nuove sonorità dall’estero, che non sono accettate da tutta
la gente. Per questo, arriviamo al 1995 e diventa particolarmente di
moda quello stile che darà luogo in seguito alle basi Mákina e
moltissimo dopo al Jumper e all’HardHouse. Parlo dell’Acid-House, il
cui nome house può ingannare, ma la spiegazione è chiara non appena
pensiamo che in Inghilterra tutto quello che in Spagna si chiama Bakalao,
lo chiamano House, pertanto Acid House significa per gli spagnoli
Bakalao Acido, più potente e meno commerciale. Coniugava
i suoni pìù energici di
questa House, che tanto piaceva in Inghilterra, con la commercialità,
la ripetitività e le strutture del suono Mákina spagnolo. Così si
creano canzoni che utilizzavano solitamente i DJs per sorprendere il
pubblico dal vivo, nelle discoteche, dato che mettendo insieme le
canzoni e aggiustandone la velocità e facendole suonare insieme in dati
momenti, secondo la scelta del DJ, permetteva qualcosa che prima di
allora era impossibile, cioè poter realizzare dei mix molto lunghi, con
una canzone e una base, che prima non si faceva mai, dato che giocare
con due canzoni uguali dava poco margine per il tocco personale del DJ. Anche
questo apporta un nuovo stile alla musica Mákina, che la porta
nuovamente ad accostarsi all’Hardcore, soprattutto con il suo
sotto-genere più commerciale di quel tempo, il Rotterdam, che si era
poco evoluto rispetto al suo inizio, tre anni prima, non come la sua
versione meno commerciale e più potente, cioè le prime canzoni della
Gabber, che dopo, ai giorni nostri, avremmo chiamato OldSchool A
causa di ciò, e anche per le rivalità di sempre ( lasciamolo da parte
per non entrare in discussioni fuori luogo ) Madrid si separa da tutto
ciò che di nuovo si impone a Levante, da Alicante a Tarragona, con sede
e capitale in Valencia. In Madrid si cercano di nuovo le origini che
diedero inizio alla Mákina, ricollegandosi persino al sound Industrial
degli anni 89 e 90. Si cercava una via di fuga alla ovvia
commercializzazione del fenomeno, fuggendo da tutto quello che si
suonasse o fosse prodotto a Levante. In
Cataluña e nella Comunidad Valenciana, visto ciò che si è verificato
a Madrid, si decide di dare un tocco ancora più commerciale alla musica
Mákina, per differenziarsi e autoaffermarsi. Così si aumenta
considerevolmente il numero di bpm, e si sposta verso cifre che si
aggiravano sui 130 e 145 bpm, e compaiono canzoni che raggiungevano la
“follia” a quei tempi, con 160 bpm, anche se solo in pochi casi. Il
suono, come accade con la velocità, diventa più acuto, senza dare
tanta importanza ai suoni gravi e bassi, come facevano a Madrid. Per
tutti questi motivi questo è anche l’inizio delle produzioni
melodiche, per le quali non esisteva nessun tipo di voce umana che le
potesse produrre. Uno
stile proveniente dall’Italia, nel 1995, fa atto di presenza in Spagna
e nel resto d’Europa, e rompe argini. Robert Miles con il suo Children,
canzone che più o meno avvicina le posizioni tra la gente di Madrid e
di Valencia. Escono al mercato un paio di compilation di questo
particolare stile, l’Ambient, che dopo si rese popolare con il nome di
Dream, che mescola il Techno con il New Age tipico di Enya, ma data la
poca continuità e l’assenza di produttori, che erano non più di tre,
il nuovo sound muore in meno di un anno. Forse rimane solo come il
padre, la base su cui si cimentano i chill-out, dato che era musica per
sconnettersi del tutto, viaggiare per lo spazio, meditare, riposare e
rilassarsi in tranquillità, come sono questi angoli nelle discoteche,
rave o feste. A causa di questo fallimento ad avvicinarsi, le differenze
tra lo stile di Madrid e gli altri si vedono ancora più difficili da
superare. Apparve
in questo stesso anno uno stile, “El Tiburón” di Proyecto Uno, che
fece che migliaia di giovani di quel tempo decidessero di lasciare quel
mondo, dovuto alla comodità di allontanarsi dalla tanto sofferta
repressione, al ritmo di canzoni estremamente commerciali che diedero
origine al dance latino ( pachanga ) come oggi noi le conosciamo; il
sound più basso e l’unico che davvero sminuisce la musica, che
provarono a venderci, ci hanno venduto e ancora continuano a venderci
come sonorità provenienti dai caraibi, nascondendosi dietro una prima
immagine di salsa e merengue, cosa che non fa nient’altro che
danneggiare la reputazione di questi due stili, e dei suoi veri
appassionati, ed è un peccato davvero, oltre che ovviamente rovinare i
neuroni a quelli che apprezzano la buona musica, e fa male vedere come
si produce musica con l’unico scopo di vendere e fare soldi,
fregandosene di quello che si fa e della qualità, ovviamente. In
questo momento i mezzi di comunicazione svolgono un ruolo molto
importante, involontariamente.E’ l’epoca nella quale si accaniscono
con le tribù urbane, realizzando un reportage un giorno sì e l’altro
pure, e si associa questo a tutti gli appassionati di musica elettronica
in Spagna, battezzandoli con il nome di “bakalas”, e riescono a
inglobare tutto sotto un unico nome, cosa che mai si era fatta, e da
questo momento, nella maggior parte dei casi, quando si pronunciò
questo nome fu sempre con accezione peggiorativa, e a causa di questo,
molti non si consideravano “bakalas”, anche se di fatto erano
compresi nella definizione che si è data. Nella
maggior parte delle discoteche, poi, si inizia a vestire in un modo
diverso, per differenziarsi dal resto delle tribù. A seconda delle
abitudini e del clima di ciascun luogo, compaiono mode che segneranno,
insieme a un altro evento che accadrà in seguito, il modo di vestire
nelle discoteche makinere e in quelle appartenenti alla stessa corrente
musicale. Arriva il 1996, anno in cui si producono tantissime produzioni Mákina, tanto cantante quanto procedenti da questa moda dell’Acid House, che trabocca già, chiaramente, nelle basi, che sono incluse nei maxi e nelle compilation di maggior successo. Con l’arrivo della canzone “Are Am Eye” di Commander Tom, dalla Germania, si lascia la porta aperta a una nuova riconciliazione tra la gente di Madrid e di Valencia, ma è solo un fenomeno sporadico, che si ferma qua, in questo momento, anche se più tardi darà origine all’HardTrance, nelle due varianti, tanto quella che dominò la Cataluña quanto quella che dominò Madrid, in ciascun posto con caratteristiche diverse, anni dopo. Alla
fine di questo anno, si verifica un crollo notevole, principalmente a
causa della tremenda repressione portata avanti dalle forza armate
spagnole, nei confronti di tutto ciò che è collegato al “bakalao”.
A questo diedero un contributo enorme i media, i telegiornali e la
stampa, che insistevano in continuazione sulla necessità di sradicare
quello che si riteneva un mondo di eccessi, droga, sfreno senza limiti,
che causava centinaia di morti, direttamente o anche come conseguenza
degli incidenti stradali; inoltre si poneva in relazione tutto ciò con
la prostituzione, la violenza e quant’altro. Molti
programmi televisivi seguono questa scia, come “Informe Semanal” che
faceva un mucchio di reportage. Le
autorità fecero da eco a tutto ciò, e cercarono di sradicare il
problema dando la colpa di ciò alla musica, ritenendola la radice di
tutto ciò. La
musica “bakalao” iniziava a non essere più tanto attraente per
molti, e la chiusura di decine di etichette discografiche fu
irrimediabile. Giungiamo
al 1997, con un pubblico potenziale non molto bene determinato, con una
generazione di festaioli forse già molto più grande, un numero di
etichette discografiche molto ridotto, Madrid con un panorama musicale
praticamente desolante, in cui praticamente non si produceva musica,
solo si importava dall’Europa, e tutta la zona di Valencia
strettamente sorvegliata da tutte le autorità e dai mezzi di
comunicazione di massa, attenti a qualsiasi movimento sospetto. Qui
si presenta la possibilità per la Cataluña di prendere le redini della
musica Mákina, quel suono che si era formato in Valencia e a Madrid, più
di cinque anni addietro. Compaiono nuove etichette, la stragrande
maggioranza nella zona di Barcellona. Faccio una menzione speciale per
uno che se non mi sbaglio era quello che proveniva e cercava di far
risorgere il passato, dal gruppo Arcade (responsabile diretto di molto
di quello che era accaduto precedentemente) , l’etichetta BIT MUSIC,
appartenente a Divucsa, grazie al quale uscì la maggior parte dei
grandi successi che segnarono il mercato makinero succesivo. Le
discoteche di Valencia cercavano di sopravvivere a tutti i costi e con
ogni mezzo, anche se molte non ci riuscirono. Resistettero le più
antiche, quelle mitiche, ACTV, Chocolate, Spook ( quella che adesso si
conosce con il nome di Sound Factory ) e poche più. Moltre altre,
leggendarie, con più di trent’anni di storia, in alcuni casi, si sono
viste costrette a cambiare stile, all’inizio verso il Dance, che in
alcuni casi si sposterà verso l’House, e in altri verso la Pachanga (
dance latino ) Come esempi si prendano il Puzzle e Barraca Fu una epoca che oltretutto segnò Barcellona e Madrid soprattutto, dovuto all’esplodere in Spagna del fenomeno Skin Head, soprattutto nei luoghi che avevano visto nascere la musica Mákina. Si imposero, per moda o per l’infiltrazione di componenti e attivisti, ideologie, parafernalia e comportamenti che mai prima d’ora si erano visti, e con i quali ancora ai giorni nostri dobbiamo convivere e sopportare, e sono responsabili di molti dei problemi di cui soffriamo, oltre che dell’immagine che diamo all’esterno.
DAL 1998 AD OGGI PREMESSA : da questo momento in poi la storia diventa molto complicata e ognuno fornisce la propria versione, a seconda di come lo ha vissuto; qua metto un piccolo riassunto, ma è frutto delle opinioni di quelli con cui ho parlato e nn c'è una versione concorde, soprattutto per quanto riguarda il periodo 1999-2002 che è anche il più complicato, soprattutto per quanto riguarda i motivi che portarono al declino parziale della makina, fino a giungere a questo momento in cui siamo adesso, in cui la makina è quasi sull'orlo del baratro, ma inizia a diffondersi anche da altre parti, e contemporaneamente in Spagna stanno uscendo un sacco di nuove produzioni in cui tutti sperano per risollevarne le sorti.. Piuttosto che dare una mia interpretazione, visto che in fondo nn l'ho vissuta, riporto via via la storia secondo le versioni che mi dà ciascuno dei makineri che ho conosciuto. questa è la versione di dj Ciriliox
Poco a poco, alla metà degli anni '90 questo stile iniziò a diffondersi anche in Catalunya e iniziò a variare, trasformandosi in makina, grazie a un dj chiamato nando dixcontrol e a una discoteca chiamata Psicodromo.. qui iniziò la storia della makina, ma la gente si drogava e furono costretti a chiudere per gli scandali. La makina iniziò ad avere un successo straordinario in tutta Catalunya, con produzioni di Gerard Requena, Sistema 3,..gli anni 98 e 99 furono l'apoteosi della makina, finchè arrivarono 2 canzoni hardcore italiane.. "atmosfera" e "thrillseeka" , la gente iniziò a infognarsi con l'hardcore, e iniziò l'invasione dell'hardcore, i dj iniziarono a mettere hardcore, e la makina iniziò a decadere..e come se nn bastasse molti mitici produttori di makina passarono al progressive(la definizione è relativa..), che iniziava a diventare di moda, e iniziarono a criticare la makina ( sistema3, alberto tapia, pedro miras,..) e questo fece incazzare tutti i makineri. Ma apparve un uomo chiamato Ruben Moreno ( RUBOY ) che nel 2000 fece uscire una serie di produzioni incredibili, e salvò la makina.. ma nel 2001 iniziò a produrre hardcore ( es. "nothing can stop me" ) e la makina affondò fino al limite della scomparsa totale..ma apparve una nuova ondata di produttori ( molti dei quali scrivono anche nel forum www.makination.com/foro/ ) come Dj Skryker, Dj Chichy & Johan Frank, e insieme con la ricomparsa di Gerard Requena riportarono la makina ad un certo livello. Un'altra fonte di ottime produzioni è stato l'hardcore inglese(happy harcore) come quello di Scott Brown, che ha apportato un contributo enorme alla makina, e tuttora dà molto alla makina. Questa è la situazione attuale, in pratica ( mia opinione ) finchè la makina era ai massimi livelli in Spagna nessuno ha pensato di esportarla, un po per il nazionalismo che purtroppo ha caratterizzato un'epoca, un po perchè non ci hanno semplicemente pensato.. e adesso che è messa male puntano molte speranze nei nuovi produttori spagnoli e nei contributi dall'estero, anche perchè come stile merita davvero e non è per niente conosciuto rispetto ad altri. Cmq c'è davvero un sacco di gente che si sta sbattendo e soprattutto quello che io vedo, e sento, è che ci sono tantissimi dj che fanno cose eccezionali, )(mixano in due con tre piatti!!) e credo che questa sia una grande risorsa che però nn è ancora stata apprezzata,anche perchè mancano le opportunità ed è deprimente vedere che molti di questi dj continuano a mixare solo per se stessi e per i propri amici, in casa!!! va bè forse questo non c'entra molto con la storia però è la situazione attuale come la vedo io, e mi fa veramente incazzare vedere tanta gente brava che spreca praticamente il proprio talento..
SCHEMA DI DERIVAZIONE secondo dj Ciriliox
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